Cresce il mercato degli indecisi e fa bene al Pd (ma potrebbe scegliere Sel)
Anche se non sono previste a breve le elezioni politiche (ma incombe nei prossimi mesi l’importante test delle consultazioni europee), i partiti continuano a guardare con attenzione i sondaggi sulle intenzioni di voto, misurando anche le minime variazioni che intervengono da una settimana all’altra (e che, pur se comunicate alla televisione, non hanno nessun valore statistico). di Renato Mannheimer
10 AGO 20

Anche se non sono previste a breve le elezioni politiche (ma incombe nei prossimi mesi l’importante test delle consultazioni europee), i partiti continuano a guardare con attenzione i sondaggi sulle intenzioni di voto, misurando anche le minime variazioni che intervengono da una settimana all’altra (e che, pur se comunicate alla televisione, non hanno nessun valore statistico). Trascurando forse l’elemento più importante del mercato elettorale, costituito dagli indecisi e dagli elettori potenziali, vale a dire coloro che non hanno elaborato appieno la propria scelta o sono in bilico sull’opzione da dare tra due o più forze in campo.
Sono dunque gli indecisi a determinare il quadro. Ma anche il mercato di chi dichiara di avere già deciso che partito votare, presenta elementi di mobilità potenziale. C’è infatti chi si dichiara totalmente sicuro della propria scelta e chi, pur indicando il partito preferito, afferma di prenderne in considerazione comunque altri. Questi ultimi sono più suscettibili di mutare opinione e costituiscono circa il 25 per cento dell’elettorato. Sono più numerosi tra gli elettori attuali dei partiti più grandi (Pd e Forza Italia) che hanno dunque una base di voto più ampia ma più friabile. Ad esempio, tra gli elettori attuali del Pd, diversi indicano una possibile “presa in considerazione” per Sel, che detiene potenzialmente un mercato assai ampio, proveniente anche da parte degli attuali elettori per l’M5s. Viceversa, i piccoli partiti di centro (ciò che rimane di Scelta civica o l’Udc) posseggono, come si sa, un seguito minore, ma un mercato potenziale assai più ampio (più che doppio) del loro stesso elettorato. Anche l’Ncd, che raccoglie oggi meno voti di quando venne fondato, possiede una potenzialità pari al suo stesso elettorato attuale, oggi collocata in Forza Italia. Bisognerà vedere se e chi riuscirà a trasformare queste estese simpatie nell’elettorato in voti “veri”.
di Renato Mannheimer